Webinar su Superbonus 110%

Il giorno 6 aprile 2021, tra le ore 15,00 e ore 17,00, si svolgerà un webinar sul tema “Superbonus 110”.

L’evento è organizzato dalla Unione Giovani Commercialisti ed Esperti Contabili di Roma, unitamente al “Gruppo 24 ore”.

L’avv. Alessandro De Stefano svolgerà una relazione dal titolo: “Profili di responsabilità per violazione delle norme agevolative”.

Per visualizzare il programma completo e per partecipare all’evento, fai clic sul seguente link: Webinar 6 aprile 2021 – Superbonus 110.

Pubblicati gli atti del Convegno su: “La tassazione dell’economia digitale tra sviluppi recenti e prospettive future”

Lo studio si trasferisce nella nuova sede di via Crescenzio n. 62, Roma

In data 1° giugno 2019 lo studio legale “De Stefano & Partners” si è trasferito nella sua sede definitiva in via Crescenzio n. 62, nel rione di Roma-Prati.  L’ubicazione è stata prescelta in considerazione della vicinanza ai principali Uffici giudiziari (ed, in particolare, alla S. Corte di Cassazione ed al Tribunale civile di Roma) e della facilità di raggiungimento con tutti i mezzi privati e pubblici (per la prossimità del parcheggio pubblico e della stazione taxi di piazza Cavour, della stazione metro di Ottaviano e della fermata di numerose linee autobus).

L’immobile, già sede della nota casa editrice Jandi Sapi, si rivela strutturalmente adatto per uno studio di medie dimensioni, qual è lo studio legale “De Stefano & Partners”, nel quale si possono conciliare il pluralismo delle competenze e la personalizzazione del rapporto con la clientela.

Proporremo una visita virtuale on line, non appena terminati alcuni lavori di ristrutturazione, che sono attualmente in corso di svolgimento.

Lo studio

 

 

 

 

Presentato all’Università Europea di Roma il libro di M.FIORILLI e S.GATTI su Beni culturali. Fiscalità – mecenatismo – circolazione

Il giorno 14 maggio 2019 presso la Facoltà di Economia dell’Università Europea di Roma si è svolto un incontro sui temi della valorizzazione, della tutela e del commercio nazionale ed internazionale dei beni culturali e delle attività di recupero di quelli illecitamente trafugati all’estero. All’incontro, introdotto dalla Prof. Margherita Pedrana e dalla Prof. Loredana Giani, hanno partecipato l’avv. Maurizio Fiorilli e la dott.ssa Sandra Gatti, che hanno presentato il loro libro su: Fiscalità – mecenatismo – circolazione, recentemente pubblicato dalla società editrice “Editoriale Scientifica”.
L’incontro ha costituito occasione per approfondire i profili inerenti al valore dei beni di interesse storico, archeologico ed artistico; valore che non può essere misurato secondo le comuni regole commerciali, ma deve essere valutato in base a criteri affatto diversi, tenendo conto della loro idoneità a costituire insuperabile testimonianza della storia e delle civiltà passate e della loro capacità di trasmettere messaggi ed emozioni attraverso il recondito significato delle loro forme espressive. Per questi motivi, questi beni sono soggetti a particolari forme di tutela, che li sottraggono all’ordinaria disciplina della circolazione dei beni fondata sulle sole regole del valore commerciale. Il loro valore economico può essere recuperato in via indiretta, tenuto conto delle attività che si possono sviluppare sul piano turistico a beneficio dei territori e della popolazione, attraverso un’oculata attività di gestione e di fruizione collettiva di questi beni.
Sulla base di queste premesse, la dott.ssa Sandra Gatti, già direttore dell’Ufficio Esportazione degli oggetti di antichità e d’arte di Roma del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, ha illustrato le normative interne ed europee che disciplinano il commercio nazionale ed internazionale dei beni di interesse culturale. L’avv. Fiorilli ha poi evidenziato gli irreparabili danni che derivano dal depauperamento del patrimonio storico ed artistico del Paese per effetto di attività di trafugamento e di esportazione illegale ed ha illustrato, con specifico riferimento alle proprie personali esperienze professionali ed ai risultati conseguiti, le complesse procedure internazionali attivate per recuperare vari beni di inestimabile valore illecitamente dispersi in vari musei del mondo.
La presentazione del libro Beni culturali. Fiscalità – mecenatismo – circolazione sarà replicata dagli Autori nel giorno 23 maggio p.v. presso il Parco Archeologico del Colosseo.

Pubblicato il libro di M.FIORILLI e S.GATTI su “Beni culturali. Fiscalità – mecenatismo – circolazione”

Nell’ambito della collana “Questioni contemporanee. Nuova Serie”, la casa editrice “Editoriale Scientifica” ha pubblicato il libro dell’Avv. Maurizio Fiorilli e della dott.ssa Sandra Gatti dal titolo: Fiscalità – mecenatismo – circolazione.
Il testo coniuga le competenze e le esperienze specialistiche degli autori nei settori della tutela, del commercio e del recupero dei beni culturali. Invero, l’Avvocato Maurizio Fiorilli, Vice Avvocato Generale dello Stato emerito, ha svolto una intensa attività professionale sia contenziosa che consultiva nella materia; è stato membro della Commissione di studio per la redazione del Codice dei beni culturali e del paesaggio; ha presieduto la Commissione ministeriale per il recupero del patrimonio culturale illecitamente sottratto al patrimonio culturale nazionale ed ha condotto i conseguenti negoziati internazionali. La dott.ssa Sandra Gatti, Archeologa, è stata funzionario del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali; ha diretto il Museo Nazionale Archeologico di Palestrina; è stata direttore dell’Ufficio Esportazione oggetti di antichità e d’arte di Roma ed ha collaborato con la Direzione Generale del Ministero a diversi progetti per l’informatizzazione e la modernizzazione dei procedimenti.
Il testo pone in evidenza l’inestimabile valore dei beni culturali, quali insostituibile testimonianza della storia e delle civiltà passate e sottolinea la straordinaria ricchezza del patrimonio storico, artistico, archeologico, paleontologico e monumentale dell’Italia, giustamente definita come “un museo a cielo aperto” per la molteplicità delle vestigia delle culture antiche presenti nel suo territorio, dei suoi musei, delle sue città d’arte e dei suoi borghi storici.
Si osserva tuttavia che si tratta di un tesoro per lo più abbandonato e in degrado per la colpevole disattenzione dei cittadini e della politica. L’esiguità degli stanziamenti per la tutela e la valorizzazione dei beni culturali di proprietà pubblica e la progressiva erosione della cd. “fiscalità di vantaggio” dei beni culturali di proprietà privata sono la principale causa di tale degrado e la prova più evidente di tale disattenzione. Si trascura il fatto che il patrimonio culturale della Nazione, oltre ad essere oggetto di un obbligo internazionale di salvaguardia nella sua integrità e piena fruibilità, ha anche una rilevante ricaduta di carattere economico.
Il libro costituisce inoltre una guida preziosa ed aggiornata per conoscere la normativa convenzionale, europea ed interna e le prassi amministrative che regolano la tutela dei beni culturali, presiedono al loro commercio nazionale ed internazionale e disciplinano le attività di recupero di quelli illecitamente trafugati. normativa e amministrativa.
Per saperne di più e per procedere all’acquisto on line, clicca qui.

Intervista su “Diritto, Mercato e Tecnologia”

Il prof. Alessandro De Stefano ha rilasciato un’intervista alla rivista “Diritto, Mercato e Tecnologia” in merito al convegno su: “La tassazione dell’economia digitale tra sviluppi recenti e prospettive future”, svolto il giorno 29 novembre scorso in Roma presso l’Istituto dell’Enciclopedia Treccani.

Per leggere il testo dell’intervista utilizza il seguente link (clicca qui):

Convegno sulla difesa dell’autenticità delle opere d’arte

Nei giorni 25, 26 e 27 ottobre 2018 nei locali del Museo Nazionale Romano ubicato nel Palazzo Antemps si svolgerà un convegno nazionale sul tema: “Il patrimonio culturale e la tutela dell’autenticità”.

Nell’ambito del Convegno alle ore 16,15 del giorno 26 si svolgerà la sessione denominata “Il falso da altri punti di vista”, coordinata dall’Avv. Maurizio Fiorilli.

Convegno su “Le reti di impresa”

Il giorno 12 gennaio 2018 si è svolto in Roma, nella prestigiosa cornice della Sala Vanvitelli presso l’Avvocatura Generale dello Stato, il convegno sul tema: “Le reti di impresa: profili di diritto nazionale ed europeo”, organizzato dall’Associazione Forense per l’Europa (A.F.E.), in collaborazione con l’Associazione Italiana Giuristi Europei (A.I.G.E.) e con la Scuola di Specializzazione per le Professioni Legali dell’Università degli Studi “La Sapienza” di Roma.

Al convegno ha partecipato un folto auditorio, anche in rappresentanza di organizzazioni di imprese.

Dopo il saluto dell’Avvocato Generale, il Presidente dell’A.F.E., avv. Giuseppe Fontana, ha illustrato le motivazioni dell’evento, che – nel rispetto delle finalità statutarie dell’Associazione, costituita nello scorso mese di dicembre – intende promuovere l’analisi multidisciplinare di problematiche giuridiche di grande attualità, connesse all’evoluzione dell’ordinamento giuridico nella dimensione europea, onde fornire alla società civile servizi professionali sempre più adeguati. Analoghi intenti sono stati espressi, in un’ottica di cooperazione, dai rappresentanti dell’A.I.G.E. e della Scuola di Specializzazione dell’Università “La Sapienza”.

È seguita la prolusione del Prof. Avv. Dimitrios Triatafyllou, componente del Servizio giuridico della Commissione Europea, il quale ha analiticamente esposto, con puntuali riferimenti giurisprudenziali, i principi dell’Unione in tema di gruppi e di reti di impresa. In particolare, egli ha sottolineato la differenza tra le intese vietate, perché restrittive della concorrenza, e quelle ammesse o incoraggiate, perché idonee a favorire la crescita economica e l’innovazione. In quest’ultimo ambito si può collocare la disciplina delle reti di impresa, finalizzata a promuovere virtuosi processi di aggregazione delle piccole e medie imprese, affinché possano rispondere più efficacemente alle sfide di un mercato globalizzato.

I lavori del convegno, presieduti dal Presidente aggiunto della Corte di Cassazione dott. Renato Rordorf nelle ore mattutine e dal Presidente emerito della Corte Costituzionale prof. Giuseppe Tesauro nelle ore pomeridiane, si sono incentrate sulle relazioni del prof. Mario Libertini, dell’avv. Adriano Raffaelli, della prof. Giuliana Scognamiglio e dei proff. Tiziano Treu, Fabio Cintioli e Giuseppe Melis, che hanno esaminato i profili civilistici, amministrativistici, commerciali, lavoristici e fiscali delle reti di impresa, come disciplinate dall’art. 3, comma 4 ter, del d.l. n. 5 del 2009, variamente modificato da successivi interventi normativi. Le relazioni sono state integrate dagli interventi programmati di numerosi avvocati e docenti, che hanno esaminato i principali aspetti specifici della vigente normativa nazionale ed europea.

Le relazioni e gli interventi hanno posto in evidenza che il contratto di rete (che può evolversi fino alla costituzione di un nuovo soggetto giuridico incaricato di eseguire il programma comune) costituisce uno strumento flessibile che consente alle imprese di aggregarsi in varie forme e secondo le proprie specifiche esigenze, conservando la propria autonomia ed individualità, al fine di realizzare sinergie ed economie di scala. Alla pari di altri analoghi istituti elaborati dalla normativa e dalla prassi (come i consorzi, i distretti logistici, le filiere produttive), esso intende rispondere alle esigenze del nostro sistema economico, caratterizzato dalla estrema diffusione di imprese di piccole e medie dimensioni che possono ritrovare nella reciproca cooperazione lo strumento e la condizione per svilupparsi in un mercato di dimensioni sempre più vaste. L’analisi statistica rileva che l’istituto ha ricevuto una discreta applicazione, essendo stati stipulati più di 4.000 contratti di rete che hanno coinvolto oltre 23.000 imprese; esso è suscettibile di considerevole sviluppo negli anni futuri, perché sembra rispondere ad esigenze reali del mondo economico.

Il sistema normativo si presenta “a maglie larghe”, perché si esaurisce nella definizione di uno schema generale che deve essere definito dalle parti nell’esercizio della propria autonomia privata. Esso si avvale di alcune norme di favore, come quelle relative all’assunzione di lavoratori in comune, alla partecipazione congiunta alle gare di appalto, alla possibile fruizione di finanziamenti europei, al godimento di benefici fiscali in agricoltura.

Tuttavia, la vaghezza della disciplina determina problematiche ed incertezze suscettibili di limitare l’efficienza dell’istituto e di scoraggiare il suo utilizzo da parte delle imprese potenzialmente interessate. In particolare, appare incerta la linea di confine tra il contratto di rete lecito, perché concretamente giustificato da prospettive di innovazione e crescita, e quello vietato, perché contrario alla disciplina anti-trust; parimenti incerti sono gli obblighi di contabilità e bilancio della rete e gli effetti dell’insolvenza, nel caso di costituzione di un fondo comune; sono altresì aperti i problemi relativi alla disciplina del contratto di lavoro, in caso di rete tra imprese che operano in diversi settori di attività; le problematiche fiscali possono ritenersi chiaramente definite solo nell’ipotesi della costituzione di una rete-soggetto, che tuttavia non sembra differenziarsi efficacemente da un qualsiasi altro soggetto di diritto, costituito in forme diverse.

In tali circostanze si rivela decisivo il ruolo dell’interprete per colmare le incertezze ed i vuoti normativi. Si ravvisa inoltre l’opportunità di più incisive misure incentivanti di natura fiscale e/o previdenziale e di interventi interpretativi più coordinati delle pubbliche Amministrazioni, nel rispetto di una coerente politica economica e finanziaria che promuova efficacemente i fenomeni di innovazione e di crescita mediante l’adeguamento del sistema produttivo alle nuove sfide del mercato.

Di seguito, una sintesi delle relazioni dei proff. Mario Libertini e Giuseppe Melis. Continua a leggere